Comune di

Nerviano

 

Stemma del comune
audax 1001 miglia Italia
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Nerviano

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Casella 
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18 Casella
Castellania 
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19 Castellania
Nerviano 
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Comune di

Nerviano




Provincia
di Milano





Regione
Lombardia

Detto:

Quadràa la Tur, quadràa in i ur e quadràa anca lùr.

traduzione: quadra è la Torre (emblema di Nerviano), quadrato l'orologio posto sulla Torre e testa quadra anche Loro (i nervianesi).

 

Storia

Antichità ed Alto Medioevo

Di origine antichissima, comeome è dimostrato dai ritrovamenti archeologici, Nerviano, con la chiesa matrice di S. Stefano, nel Medioevo, fu a capo di una delle più rinomate pievi del contado di Milano. Da essa dipendevano Barbaiana, Caronno, Castellazzo, Cornaredo, Garbatola, Lainate, Lucernate, Mantegazza, Monzoro, Origgio, Passirana, Pogliano, Pregnana, Rho, Saronno, San Pietro all'Olmo, Vanzago e il "prepositus", secondo il Liber Notitiae Sanctorum Mediolani, attribuito a Goffredo da Bussero, poteva vantare l'esistenza di trenta chiese, con trentotto altari sottoposti alla sua giuristizione.

 

Basso Medioevo

Collocato in una posizione strategica importante, il paese, durante l'invasione dell'imperatore Federico I, fu al centro della lotta ingaggiata dai Milanesi contro di lui e dovette sopportare i disagi provocati dal passaggio delle truppe alemanne. Come si legge nei Gesta Federici I imperatoris, l'imperatore, verso la fine del maggio 1160, operò il taglio delle viti, distrusse le biade e saccheggiò Pogliano, Vanzago, Rho, Nerviano e Legnano, per sbarrare la strada dei rifornimenti a Milano. Né si può escludere che ad attirare il barbarossa concorresse anche il fiorente mercato di Nerviano, di cui abbiamo testimonianza già in un atto del 1158.

La Torre dell'Acquedotto

Ritornata la tranquillità, dopo il ritiro dalla scena bellica del Barbarossa, Nerviano fu ancora al centro di aspre contese, nel 1257, allorché Martino della Torre, capo dei popolani esclusi per opera dell'arcivescovo milanese del rango degli ordinari della metropolitana, pose l'accampamento in paese, nel tentativo di contrastare i nobili. Nella circostanza, Martino aveva fatto venire il Carroccio da Milano e già si predisponeva alla lotta, se gli avversari non fossero scesi a più miti pretese e non avessero preferito firmare una tregua a Parabiago, località equidistante dai due campi. La situazione era però tutt'altro che tranquilla e ben presto si r riaccesero le lotte interne, che videro allinearsi sugli opposti schieramenti i Torriani e i Visconti, fino al successo finale di questi ultimi. 

Epoca Rinascimentale

L'esercizio del potere da parte loro fu tuttavia insidiato da ostacoli vari, tra cui una congiura preparata contro Matteo Visconti, vicario imperiale per la Lombardia. La trama fu ordita da Pietro Visconti, marito di Antiochia discendente dal ceppo dei Crivelli che, dalla sede di Nerviano, avevano ramificato il loro potere su alcuni territori del Seprio. Come conseguenza si ebbe il tracollo di Matteo e il rientro dei Torriani a Milano. L'attività politica di costoro fu però turbata da una nuova congiura, in cui, tra gli altri nobili, fu coinvolto Cressone Crivelli che, esiliato, entrò in Nerviano nel 1305, cercò di provocare una sollevazione, ma in seguito all'arrivo dei Milanesi, dovette abbandonare il paese, poi dato alle fiamme.

Ancora al centro della lotta tra Azzone Visconti e suo cugino Lodrisio aspirante al potere in Milano, Nerviano sembrò recuperare tranquillità dopo la Battaglia di Parabiago del 1339, svoltasi sui campi di confine tra i due borghi, e fu oggetto di continue attenzioni e privilegi, per tutto il XIV secolo, da parte dei pontefici Giovanni XXII e Benedetto XII. Fu ancora un membro della stessa famiglia, Ugolino Crivelli, a sostenere, nel 1468, la costruzione del monastero olivetano di Santa Maria Incoronata, soppresso dalla Repubblica Cisalpina, nel 1798. Numerosi furono, all'inizio del 1500, i privilegi concessi dagli Sforza al monastero, preoccupati di tenerlo sotto la propria egida, quasi in concorrenza con quello di Parabiago, affidato allora ai monaci di Sant'Ambrogio ad Nemus.

 

 

Epoca Moderna

Con la dominazione spagnola, Nerviano fu avvolta, come altri centri della Lombardia, da una sorta di neofeudalesimo, che vide l'investitura da perte dell'imperatore, prima a Marcello Fossati, nel 1650, poi a Prospero Crivelli, nel 1671, e successivamente a Gaspare Uberto Po.

Censita, nel 1730, per un'estensione pari a circa 16.000 pertiche, valutate £. 87.000, Nerviano vide la popolazione scensere da 2800 anime a 2062, come era dimostrato dalle numerose case sfitte. Quando Napoleone scese in Italia e costrinse gli Austriaci a ritirarsi, Nerviano prestò giuramento di fedeltà, per bocca dei suoi amministratori e quando gli Austriaci ritornarono, si affrettò a salutarli con un solenne Te Deum, cantato nella chiese della "Colorina". Un altro canto del genere fu intonato, in segno di entusiasmo religioso e patriottico, quando sorse, a Milano, il Governo Provvisorio del 1848.

In seguito Nerviano partecipò alle operazioni di voto, in occasione del plebiscito per l'annessione della Lombardia al Piemonte, che iniziarono il 12, nelle case parrocchiali, e terminarono il 29 maggio, giorno consacrato alla battaglia di Legnano. Il risultato vide emergere la preferenza per l'annessione immediata, che però non ebbe luogo, per il ritorno degli Austriaci. Non mancò per questo il contributo dei Nervianesi nelle lotte del Risorgimento, alla quali parteciparono numerosi, distinguendosi in particolare con Giulio Cesare Lampugnani, caduto in Sicilia.

Nel 1859, dopo la battaglia di Magenta, il Re Vittorio Emanuele II, sostò a Nerviano, come è ricordato da due lapidi, una nel capoluogo, l'altra nella frazione di S. Ilario Milanese. Proprio in memeoria del suo passaggio, il Sovrano concesse alle famiglie residenti dell'epoca, soprattutto nella frazione, il prefisso Re-: ad esempio Re Cecconi, Re Sartò (e Re Sarto), Re de'Paolini (quindi Redepaolini), ecc.; anche se un'improbabile leggenda popolare recita che egli, in loco, si dette ai piaceri della vita corteggiando le donne di Sant'Ilario: passando con esse alcune notti, tali relazioni avrebbero creato una sorta di discendenza reale nell'abitato.

 

 

Dall'Unità d'Italia ai Giorni Nostri

Con la proclamazione del Regno d'Italia e con il censimento del 1861, il paese contava una popolazione presente di 3.854 persone; aveva una Guardia Nazionale costituita da una compagnia, con 102 militi attivi. Nei primi del 1900 Nerviano ha vissuto gli avvenimenti legati alle trasformazioni sociali e politiche in atto ed ha assistito alla graduale emancipazione delle masse popolari, più manifesta presso gli operai che non presso i contadini dediti alle tradizionali coltivazioni. Il paese ha conosciuto le sofferenze legate al primo conflitto mondiale, al quale hanno pagato il contributo di sangue numerosi abitanti.

Durante il primo dopoguerra si ebbero profondi rivolgimenti sociali ed economici sul piano nazionale; del disorientamento e della crisi approfittò il fascismo, per impadronirsi del potere. Poi anche il fascismo si avviò al tramonto e, con la caduta caratterizzata da soluzioni violente anche in quel di Nerviano, il secondo conflitto mondiale volse a conclusione. Quindi il grande salto di qualità: le trasformazioni industriali hanno cambiato radicalmente la fisionomia del paese. Grandi imprese come l'Aeritalia, l'Ipisystem, la Farmitalia si sono installate sul territorio e a loro hanno fatto da corollario altre piccole e medie aziende operanti prevalentemente nel settore metalmeccanico e in quello del legno, mentre il ramo tessile ha subito un notevole ridimensionamento.

Gli ultimi anni hanno visto l'Amministrazione comunale costantemente proiettata all'ammodernamento delle strutture esistenti, all'approvazione di un piano di adeguamento e di sviluppo industriale e commerciale, al reperimento di aree per la creazione di attrezzature sportive, con l'attenzione di migliorare gli interventi nel settore della sanità, dell'istruzione, della difesa dell'ambiente e della casa, con la volontà di effettuare un'importante serie di opere pubbliche, compreso il restauro degli edifici storici più rappresentativi e tali da mutare la realtà urbana di Nerviano che, grazie alle trasformazioni sopra accennate, ha potuto assumere un nuovo aspetto, con l'installazione di svariate attività. D'altro canto l'alto tasso di urbanizzazione ha reso sempre più ridotte le aree agricole e boschive, oggi raccolte nel Parco locale di interesse sovraccomunale del Roccolo.

 

Edifici

Rotondina

 

A darle un tono di civetteria concorrono antichi manieri di nobili casate, quali quelli dei Crivelli, Silvia, Caccia Dominioni, Caimi, Belloni, Lampugnani, Piazzi.

 

L'arricchimento artistico del paese è assicurato dalla presenza di numerosi monumenti religiosi.

 

Oltre alla già detta chiesa di Santo Stefano e del Santuario abbazia della Colorina, conviene ricordare l'ultima costruita e dedicata a Maria Madre della Chiesa, senza dimenticare gli edifici adibiti al culto di Sant'Ilario, Garbatola, Cantone, Villanova, mentre da una particolare angolatura storica ed artistica vanno viste le costruzioni del Lazzaretto e della Rotondina.

 

 

 

Personalità legate a Nerviano

  • Paolo Caccia Dominioni, nato a Nerviano nel 1896, è stato ingegnere, architetto, scrittore, artista. Antifascista, ha combattuto nelle due guerre mondiali e al termine della seconda ha svolto volontariamente, nel deserto egiziano, la missione di recupero di migliaia di salme dei caduti di ogni nazione che oggi riposano nel Sacrario Militare Italiano di El Alamein, da lui progettato e costruito.

  • Luciano Re Cecconi (1 dicembre 1948 - Roma, 18 gennaio 1977) è stato un calciatore della S.S. Lazio(Campione d'Italia stagione 1973/74) e della Nazionale. A lui è intitolato lo stadio comunale dove si svolgono calcio, atletca, judo e palestra.

  • Alessandro Besentini (nato a Milano l'11 maggio 1971), appartenente al duo comico televisivo Ale e Franz, domiciliato a Nerviano fin dall'infanzia.

  • Ambrogio Morelli, nato a Nerviano il 4 dicembre 1905, fu un noto Ciclista degli Anni '30. Inizio' con il Campione del Mondo Libero Ferrario che lo porto' con se facendogli avere la prima bici da corsa; corse e fu grande amico sostenitore di Fausto Coppi e di Gino Bartali. Completo' 11 Giri d'Italia e 5 Tour de France (secondo assoluto nel 1935), con numerose vittorie di tappa e nelle allora conosciutissime " Sei Giorni" su pista.

  • Virginio Mezzanzanica, nato a Nerviano il 6 dicembre 1919, fu un noto partigiano che operò durante la Resistenza nelle zone tra Rho e Legnano contro il fascismo.






















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