|
|
Comune
di
Colorno

Provincia di
Parma

Regione
Emilia Romagna
 |
Storia di
Colorno
La storia di Colorno (di cui si ha
qualche informazione certa) inizia nel 1004.Il nome Colorno,
come si nota nello stemma ufficiale del paese, approvato dal
duca di Parma Ferdinando di Borbone, deriva inizialmente
dalla parola "ornis".
Il nome di Colorno compare per la prima
volta in un documento del novembre 953 e in seguito in un
atto del 1004, sottoscritto da "Albertus Caputlurniensis",
che concedeva alla chiesa locale un mulino posto sul canale
Lorno proprietà del Vescovo di Parma. Il paese si trovava
allora alla confluenza fra i torrenti Lorno e Parma. Il
primo feudatario di Colorno fu quindi il Vescovo di Parma,
che verso la metà del '200 lo vendette al Comune di Parma,
che lo acquistò per farne uno strategico avamposto che,
fortificato a dovere, avrebbe efficacemente protetto Parma
dagli attacchi provenienti da nord. Gli storici, infatti, ci
ricordano che Colorno fu una delle poche città a resistere
all'avanzata di Federico II nel 1247, giunto a Parma per
punire il Comune per essere passato dalla parte guelfa. Essi
infatti nella notte, si spinsero lungo il corso della Parma
fino al campo nemico; fu proprio qui che ingombrarono il
letto del torrente con terra e pezzi di legno: la Parma fece
il resto, si ingrossò, esondò e sbaragliò il nemico. Ma i
colornesi, tuttavia, furono anche sopraffatti più volte
dalle forze della natura, e infatti fu proprio all'indomani
di un pauroso incendio e dell'alluvione seguente, che
Colorno venne ricostruito, questa volta però sul lato destro
della Parma, intorno alla nuova fortificazione costruita da
Azzo da Correggio nel 1337. Dopo essere stato dolorosamente
e sanguinosamente feudo dei Terzi, Colorno venne dato nel
1458 da Francesco Sforza, Duca di Milano al nipote Roberto
Sanseverino e rimase in
possesso dei suoi discendenti fino al 1612, quando passò
alla Camera Ducale di Parma retta dai Farnese, che vennero
in possesso del nuovo Ducato di Parma e Piacenza creato da
Papa Paolo III Farnese nel
1545.
La famiglia Sanseverino contribuì
all'espansione di Colorno prima con Roberto, che iniziò il
progetto del giardino, poi con Barbara Sanseverino, che
trasformerà questa residenza militare in un edificio
signorile; importanti lavori di ristrutturazione, tra cui la
trasformazione dei bastioni merlati in eleganti torri,
chiamarono a corte famosi artisti ed architetti,
|
|
tra i quali Ferdinando Galli Bibiena. Venne
costruito l'Oratorio di San Liborio, la Longara, il Palazzo
Bruciato (Villa ex Manfredi), la Torre delle Acque, l'Aranciaia,
e l'Oratorio della Santissima Annunziata. Con la morte di
Antonio Farnese la linea dinastica si estinse e il ducato passò
nelle mani di Carlo III Borbone, figlio del Re di Spagna Filippo
V e dell'ultima discendente della famiglia Elisabetta Farnese.
Nel 1734 iniziò lo spoglio del Giardino e degli arredi del
Palazzo che vennero trasferiti a Napoli. In quello stesso anno
Colorno fu al centro della battaglia tra il fronte
franco-piemontese e quello austriaco durante la guerra di
successione polacca: l'esercito austriaco, forte di sessantamila
uomini, si era spinto verso il Po, con il proposito di penetrare
nei territori di Modena e di Parma per prendere i
Franco-piemontesi alle spalle e costringerli alla ritirata. Il
principe di Wurtemberg, trovandosi assente Mercey, ne aveva il
comando, occupò di sorpresa Colorno, ma poco dopo fu costretto a
ritirarsi dal sopraggiungere di Carlo Emanuele II. Con Filippo
di Borbone, secondogenito di Elisabetta Farnese, e poi con suo
figlio Ferdinando, Colorno divenne "la Versailles dei Duchi di
Parma", grazie anche all'intervento di artisti del calibro di
Ennemond Alexandre Petitot. Con Filippo di Borbone venne
costruita la
Venaria e nel 1756 venne
sistemata la viabilità del paese nell'altra parte del ponte
della Piazza. La politica laica del Du Tillot, suo fidato
ministro, portò alla soppressione dell'ordine dei Gesuiti che
però tornarono nel 1798, istituendo un noviziato nell'attiguo
convento, che nel 1794 avrebbe dovuto ospitare l'ospedale S.
Mauro Abate ma che fu concesso alla congregazione che ebbe
notevole influenza sulla corte. Notevole fu l'impronta data
invece da Ferdinando: a lui si deve la sistemazione della Piazza
con la demolizione delle case verso il torrente, la costruzione
del Ponte di S. Giovanni, la ricostruzione delle chiese di S.
Liborio e di S. Stefano, la costruzione del Casino e
dell'Oratorio di Copermio, l'edificazione del Convento dei
Domenicani. Sulla chiesa di san Liborio un medaglione bronzeo
recante la scritta Jhwh in lettere ebraiche ricorda la grande
devozione del Duca che favorì la conversione degli ebrei che, a
Colorno, avevano un loro ghetto ed una sinagoga a lato della
chiesa di Santa Margherita. Alla morte di Ferdinando il Ducato
di Parma, Piacenza e Guastalla venne annesso alla Francia e nel
1807 il Palazzo di Colorno fu dichiarato "Palazzo Imperiale".
Dopo la morte di Napoleone il Congresso di Vienna assegnò il
Ducato a Maria Luigia d'Austria, che pernottò a Colorno il 20
aprile 1816 prima di entrare come sovrana a Parma. Maria Luigia
restaurò il Palazzo e trasformò il giardino. Alla sua morte
(1847) tornarono i Borbone-Parma.
L'unificazione del Ducato al
Regno d'Italia
rappresentò l'inizio della decadenza del complesso monumentale
del paese: arredi trasferiti o venduti, edifici pubblici ceduti
a privati, boschi messi a coltivazione e la trasformazione del
Palazzo e del Convento dei Domenicani in Ospedale Psichiatrico
nel 1872. Negli ultimi vent'anni sono stati effettuati numerosi
interventi di restauro: al Palazzo Ducale, alla chiesa di S.
Liborio, alla chiesa di S. Stefano, alla chiesa di S.
Margherita, all' Aranciaia, al Mulino Ducale. Sono iniziati
lavori all'Appartamento Nuovo di Ferdinando di Borbone, con il
suo suggestivo osservatorio astronomico.
Monumenti
La Scuola di
Cucina (ALMA)
Nello splendido Palazzo Ducale è situata
l'ALMA, Scuola Internazionale di Cucina Italiana. Autorevole
centro di formazione della cucina italiana a livello
internazionale, la scuola forma cuochi provenienti da ogni paese
facendone dei professionisti. La scuola offre programmi di alto
livello, realizzati con gli insegnanti più autorevoli nel mondo
della cucina e dell'alimentazione italiane. Il corpo docente
annovera prestigiosi chef nazionali.
Personalità legate a Colorno
-
Glauco Lombardi
-
Fratelli Mora
-
Carlo Rissone
|
|







|