Storia
Il territorio finalese costituisce da
sempre una zona di confine con una storia che si perde nella
notte dei tempi: i primi insediamenti urbani di cui si hanno
testimonianze risalgono all'Età del Bronzo. L'aspetto
strategico che riveste il territorio finalese era già ben
noto ai tempi dei Romani che vi si insediarono fra il II e
il IV secolo fondando forse quella Forum Alieni
menzionata da
Tacito nelle sue Hi
storiae.
Il primo documento ufficiale in cui si fa
esplicita menzione a Finale risale al 1009, in particolare
il documento cita il castello finalese menzionato come
oggetto di scambio fra il vescovo di Modena Varino
e l'abate di Nonantola Rodolfo. Risale,
comunque, al 1213 la nascita ufficiale dell'abitato finalese
cioè quando gli abitanti di Ponteduce, durante la guerra fra
Salinguerra Torelli e il marchese Aldobrandino d'Este, si
unirono ai militari di stanza al Castrum finalis,
determinando in seguito, l'ampliamento dell'abitato e la
fondazione del Comune di Finale, che trovò espressione
concreta nell'innalzamento della Torre del Popolo di Modena
o Torre dell'Orologio. Dalla fine del XIII secolo le sorti
di Finale si legano indissolubilmente a quelle di Modena che
in questo periodo passa sotto il dominio degli Estensi.
Alla fine del XV secolo cominciò a
svilupparsi il nucleo civile ed economico del paese
includendo piccole fabbriche artigianali dedite
principalmente alla lavorazione della lana, d
el
cuoio e del vetro. Nella prima metà del XVI secolo il duca
Ercole II d'Este, su richiesta degli stessi finalesi, fece
abbattere le mura cittadine in modo da dare maggiore spazio
alle locali attività industriali. Nel 1598 il duca Cesare
d'Este, costretto a cedere Ferrara al Papa, si rifugiò a
Finale, che, grazie all'ospitalità dimostrata ricevette il
titolo di Finale Fedelissimo.