Comune di

Nerviano

 

Stemma del comune
audax 1001 miglia Italia
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Gradoli

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Il Percorso In Gonfalone
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Percorso Randonnée
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Nerviano

Fombio

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Fombio

Colorno

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Colorno

Massa Finalese

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Massa Finalese

Faenza

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Faenza

Dicomano

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Dicomano

Chiusi della Verna

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Chiusi della Verna

Passignano sul Trasimeno

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Passignano sul Trasimeno

Todi

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Bolsena

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Bolsena

Pomonte

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Gradoli

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Pitigliano

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Sovana

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Terme di Saturnia

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Pomonte

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Montalcino

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Deiva Marina 
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Casella 
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Castellania 
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Nerviano 
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Comune di

Gradoli





Provincia di

Viterbo





Regione

Lazio

Gradoli è un comune nella provincia di Viterbo, sulle rive nord-occidentali del lago di Bolsena, dista dal capoluogo circa 35 km.

È terra di produzione del vino DOC Aleatico di Gradoli, dell'Aleatico di Gradoli Liquoroso e dell'Aleatico di Gradoli Liquoroso Riserva. Vi si trova un celebre Palazzo Farnese, realizzato dall'architetto Antonio da Sangallo il Giovane. La sua economia vive quindi di turismo e agricoltura.

Gradoli, sorge su una collina tufacea nel cuore della catena dei Monti Volsini, circondata per due terzi dal torrente del Fosso Rigo. Il paese si trova a pochi chilometri dal lago di Bolsena, e al suo territorio appartengono 11 km di spiaggia sulle sue rive. Il territorio comunale consiste in ripide colline e in profonde vallate, coltivate a viti e ulivi, in prossimità del lago.

 

File:Gradoli 2.JPG

Storia

Le origini di Gradoli risalgono al Medioevo quando nell'attuale "Pergola" fu costruito un imponente castello, la cui entrata poteva essere raggiunta solo attraverso una ripida scala (in latino "gradus"), da cui deriverebbe il nome del paese. Del castello, rimangono poche tracce: una torre difensiva rotonda, oggi inglobata in una casa privata, l'arco d'ingresso, parte delle mura. Il fossato che circondava il paese è stato modificato e trasformato in strade e piazze cittadine ma è ancora visibile la forma. Il castello fu ceduto da Matilde di Canossa al Papato.
La città fu a partire dal XII secolo comune autonomo, ma presto cadde, come tutto il circondario sotto il dominio orvietano.

Vi furono numerose rivolte cui seguirono repressioni e saccheggi. Nel Quattrocento fu diviso a metà fra la famiglia Farnese e papa Eugenio IV e nel 1505 passò in "vicariato perpetuo" ai Farnese.
Iniziò per Gradoli il periodo più felice di tutta la sua storia: il paese divenne uno dei centri principali del ducato di Castro, fu residenza estiva di papa Paolo III, che fece abbattere l'antico castello (o meglio ciò che restava) e vi costruì una sua residenza personale (Palazzo Farnese di Gradoli). Seguì il declino dei Farnese e dopo la distruzione della città di Castro nel 1649 tornò allo Stato della Chiesa. Nel 1871 entrò nel Regno d'Italia. Nel 1978, il paese verrà indicato come probabile prigione di Aldo Moro (vedi Curiosità). 

Luoghi d'interesse  

Palazzo Farnese e il campanile di Santa Maria Maddalena al tramonto

Il principale monumento cittadino è il Palazzo Farnese, imponente costruzione cinquecentesca che domina l'intero paese, progettata da Antonio da Sangallo il Giovane come residenza estiva di papa Paolo III e dei Farnese. Il palazzo, conserva sontuose stanze affrescate ed ospita al suo interno il "Museo del Costume Farnesiano", interessante raccolta di abiti, armi, utensili rinascimentali e il "Centro Nazionale di Studi sulla Famiglia Farnese".
Accanto al palazzo si trova la chiesa collegiata di Santa Maria Maddalena, anch'essa progettata da Antonio da Sangallo e in stile rinascimentale. Conserva all'interno, numerosi dipinti e affreschi di autori vari e un fonte battesimale di epoca barocca. La chiesa era definita "più bella della Tuscia dopo la Cattedrale di Montefiascone".Numerose altre chiese sono sconsacrate, mentre sono rimaste la chiesa di San Pietro, detta della Madonna, la chiesa di San Michele Arcangelo, detta Sant'Angelo, la chiesa di San Vittore, la cui costruzione è legata ad un fatto miracoloso: i Saraceni, risalendo il fiume Marta avevano raggiunto i paesi del lago e li avevano saccheggiati. Si stavano preparando a fare lo stesso con Gradoli, se lungo il cammino una nebbia fittissima non li avesse avvolti costringendoli a tornare indietro. Molti gradolesi nella nebbia, videro l'immagine di San Vittore e perciò fu costruita la chiesa, dove è conservato un dipinto della Madonna delle Grazie, detta "Madonna di San Vittore", particolarmente venerata dal popolo.
La chiesa di San Magno si trova fuori il paese, sulle rive del lago di Bolsena, e fu costruita dall'Ordine dei Cavalieri di Malta, che la vendette al Comune nel 1908. Il 19 agosto di ogni anno, chi partecipa alla Messa, celebrate nella chiesa, può lucrare l'indulgenza plenaria, concessa da Papa Benedetto XIV nel 1774.

 

Tradizioni

Pranzo del Purgatorio

Gradoli, è conosciuta in tutta l'Italia centrale, per le caratteristiche manifestazioni folcloristiche che accompagnano la fine del Carnevale e l'inizio della Quaresima. Il Martedi Grasso, accanto ai costumi colorati e ai festeggiamenti del Carnevale, per le vie del paese, passa un gruppo di persone, vestite di marrone con un lungo cappuccio viola e per questo note come Incappucciati.

Piazza Palombini (Piazza d'Alto) con il Palazzo Farnese e la chiesa di Santa Maria Maddalena

Sono membri della "Fratellanza del Purgatorio" e il loro passaggio nelle strade di Gradoli, vuole ricordare a tutti che il Carnevale sta finendo e sta per iniziare il periodo di digiuno e penitenza della Quaresima. Gli Incappucciati, bussano alle porte delle case e raccolgono libere offerte, soprattutto prodotti agricoli-salcicce, prosciutti, olive, vino, salami, formaggi-che vengono poi messi all'asta nella piazza del paese. Il ricavato, viene usato, per finanziare l'indomani-Mercoledì delle Ceneri-il Pranzo del Purgatorio, un pranzo di cibi rigorosamente magri, per pregare la misericordia divina per le anime del Purgatorio. Il Pranzo del Purgatorio, viene cucinato dai membri della Fratellenza, tutti uomini, (le donne possono partecipare alla mensa solo dagli anni Cinquanta) e prevede un menù che risale al XVI secolo: pesce di lago, olio delle colline di Gradoli e i tipici fagioli locali detti appunto "del Purgatorio". Il Pranzo del Purgatorio, fu allestito nel Trecento, per ricordare i caduti di una rivolta contro le pesanti vessazioni, imposte dal Papato.

Le tentavecchie

Un'altra tradizione è quella delle "Tentavecchie". La notte del 3,4 e del 5 gennaio, gruppi di bambini, ragazzi e anche grandi, sfilano per le vie del paese, facendo un fracasso assordante con l'uso di strumenti bizzarri e popolari, come coperchi, pentole, mestoli, padelle, trombette, campanacci, corni.
L'origine di questa tradizione è sconosciuta: seconda una diffusa leggenda popolare, le "Tentavecchie" con il loro fracasso, intendono svegliare la vecchia Befana e ricordarle di portare i doni ai bambini. Altri inseriscono le Tentavecchie nei riti pagani della terra e che precedono il solstizio d'inverno. Un'altra voce, risale alle radici cristiane del popolo e vuole che le Tentavecchie con il loro rumore, vogliono coprire il pianto di Gesù Bambino e evitare che Erode riesca a trovarlo. Un'ultima ipotesi, infine, vuole che le "Tentavecchie" servino a scacciare gli spiriti maligni tra cui le streghe.

 

Curiosità

Un vicolo nel centro di Gradoli

  • Il 2 aprile 1978, durante il rapimento di Aldo Moro, alcuni personaggi quali Romano Prodi, Mario Baldassarri e Alberto Clò presero parte ad una seduta spiritica nella quale il piattino avrebbe fatto uscire il nome di Gradoli, a proposito del luogo dove Moro fosse tenuto prigioniero. Indipendentemente dalla sua origine, l'informazione fu ritenuta attendibile e il 6 aprile, su ordine del ministero dell'Interno, la procura di Viterbo organizzò un blitz armato a Gradoli al fine di trovare il luogo di prigionia. Il blitz non ebbe successo; si sarebbe uccessivamente scoperto in via Gradoli a Roma un covo abbandonato delle Brigate Rosse che però non era stata impiegato per la detenzione di Moro e si scoprirà successivamente essere stato già noto sia ai servizi italiani che alla malavita. Tuttavia, secondo recenti teorie, la storia del "piattino" sarebbe in realtà una copertura originale di alcune presunte informazioni sul nome Gradoli, filtrate per motivi mai saputi.[1] Su questo caso stava indagando la commissione parlamentare d'inchiesta Mitrokin che alla fine del 2006 si è ritrovata al centro di un complesso intrigo internazionale.

  • Giuseppe Fioroni, ministro della pubblica istruzione dal 2006 al 2008, è stato consigliere comunale a Gradoli da 1999 al 2004, nel gruppo consiliare di centro-sinistra.

  • La cantante Gabriella Ferri e il cantautore Francesco Guccini si sono spesso ritirati a Gradoli.

  • Francis Kuipers 'Superguitar' si reca ancora oggi a Gradoli durante le sue "pause di riflessione". 

Cucina Tipica

  • FAGIOLI CON LE COTICHE:

350 gr. di fagioli del purgatorio 300 gr. di polpa di pomodoro 150 gr. di cotiche un osso del prosciutto mezza cipolla 3 spicchi d'aglio qualche foglia di basilico 2 ciuffi di prezzemolo 2 ciuffi di rosmarino 2-3 cucchiai di olio extra vergine di oliva di Gradoli sale pepe.

 

PREPARAZIONE: I fagioli vanno tenuti a bagno per una notte aggiungendo all'acqua una punta di bicarbonato. Quindi vanno lessati per circa un'ora in acqua poco salata con l'osso di prosciutto e il rosmarino. Le cotiche vanno passate sulla fiamma per eliminare i peli e quindi sbollentati per circa mezz'ora. Sbucciare l'aglio e cipolla e tritarli con il prezzemolo e il basilico e far appassire in olio caldo. Unire in una casseruola i fagioli lessati con il soffritto e quindi aggiungere le cotiche ben scolate, aggiungete un pò di sale e un pò di pepe e fate insaporire per alcuni minuti a fuoco medio rimestando di tanto in tanto. I fagioli con le cotiche sono pronti vanno servite ben caldi.

 

  • TOZZETTI:

120 gr. di nocciole 120 gr. di zucchero 80 gr. di burro 500 gr. di farina 2 uova scorza grattugiata di un limone piccolo mezza bustina di lievito.

 

PREPARAZIONE: in una terrina sbattere le uova con lo zucchero aggiungete il burro preventivamente riscaldato e liquefatto, la scorza di limone grattugiata e le nocciole. Amalgamare e quindi aggiungere la farina e il lievito, con l'impasto formare poi dei panetti di media grandezza. Cuocere in forno a temperatura di 180° per una mezz'ora circa. Sfornare e lasciare raffreddare. Tagliare i panetti a fette di circa mezzo centimetro e rinfornare per la tostatura in forno a 150° per 5-10 minuti. Buonissimi accompagnati con l'aleatico di Gradoli.






















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