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Vi furono numerose rivolte cui seguirono
repressioni e saccheggi. Nel Quattrocento fu diviso a metà fra
la famiglia Farnese e papa Eugenio IV e nel 1505 passò in
"vicariato perpetuo" ai Farnese.
Iniziò per Gradoli il periodo più felice di tutta la sua storia:
il paese divenne uno dei centri principali del ducato di Castro,
fu residenza estiva di papa Paolo III, che fece abbattere
l'antico castello (o meglio ciò che restava) e vi costruì una
sua residenza personale (Palazzo Farnese di Gradoli). Seguì il
declino dei Farnese e dopo la distruzione della città di Castro
nel 1649 tornò allo Stato della Chiesa. Nel 1871 entrò nel Regno
d'Italia. Nel 1978, il paese verrà indicato come probabile
prigione di Aldo Moro (vedi Curiosità).
Luoghi d'interesse
Palazzo
Farnese e il campanile di Santa Maria Maddalena al
tramonto
Il principale monumento cittadino è il
Palazzo Farnese, imponente costruzione cinquecentesca che domina
l'intero paese, progettata da Antonio da Sangallo il Giovane
come residenza estiva di papa Paolo III e dei Farnese. Il
palazzo, conserva sontuose stanze affrescate ed ospita al suo
interno il "Museo del Costume Farnesiano", interessante raccolta
di abiti, armi, utensili rinascimentali e il "Centro Nazionale
di Studi sulla Famiglia Farnese".
Accanto al palazzo si trova la chiesa collegiata di Santa Maria
Maddalena, anch'essa progettata da Antonio da Sangallo e in
stile rinascimentale. Conserva all'interno, numerosi dipinti e
affreschi di autori vari e un fonte battesimale di epoca
barocca. La chiesa era definita "più bella della Tuscia dopo la
Cattedrale di Montefiascone".Numerose altre chiese sono
sconsacrate, mentre sono rimaste la chiesa di San Pietro, detta
della Madonna, la chiesa di San Michele Arcangelo, detta
Sant'Angelo, la chiesa di San Vittore, la cui costruzione è
legata ad un fatto miracoloso: i Saraceni, risalendo il fiume
Marta avevano raggiunto i paesi del lago e li avevano
saccheggiati. Si stavano preparando a fare lo stesso con
Gradoli, se lungo il cammino una nebbia fittissima non li avesse
avvolti costringendoli a tornare indietro. Molti gradolesi nella
nebbia, videro l'immagine di San Vittore e perciò fu costruita
la chiesa, dove è conservato un dipinto della Madonna delle
Grazie, detta "Madonna di San Vittore", particolarmente venerata
dal popolo.
La chiesa di San Magno si trova fuori il paese, sulle rive del
lago di Bolsena, e fu costruita dall'Ordine dei Cavalieri di
Malta, che la vendette al Comune nel 1908. Il 19 agosto di ogni
anno, chi partecipa alla Messa, celebrate nella chiesa, può
lucrare l'indulgenza plenaria, concessa da Papa Benedetto XIV
nel 1774.
Tradizioni
Pranzo del Purgatorio
Gradoli, è conosciuta in tutta l'Italia
centrale, per le caratteristiche manifestazioni folcloristiche
che accompagnano la fine del Carnevale e l'inizio della
Quaresima. Il Martedi Grasso, accanto ai costumi colorati e ai
festeggiamenti del Carnevale, per le vie del paese, passa un
gruppo di persone, vestite di marrone con un lungo cappuccio
viola e per questo note come Incappucciati.
Piazza Palombini (Piazza d'Alto)
con il Palazzo Farnese e la chiesa di Santa Maria
Maddalena
Sono membri della "Fratellanza del
Purgatorio" e il loro passaggio nelle strade di Gradoli, vuole
ricordare a tutti che il Carnevale sta finendo e sta per
iniziare il periodo di digiuno e penitenza della Quaresima. Gli
Incappucciati, bussano alle porte delle case e raccolgono libere
offerte, soprattutto prodotti agricoli-salcicce, prosciutti,
olive, vino, salami, formaggi-che vengono poi messi all'asta
nella piazza del paese. Il ricavato, viene usato, per finanziare
l'indomani-Mercoledì delle Ceneri-il Pranzo del Purgatorio, un
pranzo di cibi rigorosamente magri, per pregare la misericordia
divina per le anime del Purgatorio. Il Pranzo del Purgatorio,
viene cucinato dai membri della Fratellenza, tutti uomini, (le
donne possono partecipare alla mensa solo dagli anni Cinquanta)
e prevede un menù che risale al XVI secolo: pesce di lago, olio
delle colline di Gradoli e i tipici fagioli locali detti appunto
"del Purgatorio". Il Pranzo del Purgatorio, fu allestito nel
Trecento, per ricordare i caduti di una rivolta contro le
pesanti vessazioni, imposte dal Papato.
Le tentavecchie
Un'altra tradizione è quella delle "Tentavecchie".
La notte del 3,4 e del 5 gennaio, gruppi di bambini, ragazzi e
anche grandi, sfilano per le vie del paese, facendo un fracasso
assordante con l'uso di strumenti bizzarri e popolari, come
coperchi, pentole, mestoli, padelle, trombette, campanacci,
corni.
L'origine di questa tradizione è sconosciuta: seconda una
diffusa leggenda popolare, le "Tentavecchie" con il loro
fracasso, intendono svegliare la vecchia Befana e ricordarle di
portare i doni ai bambini. Altri inseriscono le Tentavecchie nei
riti pagani della terra e che precedono il solstizio d'inverno.
Un'altra voce, risale alle radici cristiane del popolo e vuole
che le Tentavecchie con il loro rumore, vogliono coprire il
pianto di Gesù Bambino e evitare che Erode riesca a trovarlo.
Un'ultima ipotesi, infine, vuole che le "Tentavecchie" servino a
scacciare gli spiriti maligni tra cui le streghe.
Curiosità
Un vicolo nel centro di Gradoli
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Il 2 aprile 1978, durante il rapimento
di Aldo Moro, alcuni personaggi quali Romano Prodi, Mario
Baldassarri e Alberto Clò presero parte ad una seduta
spiritica nella quale il piattino avrebbe fatto uscire il
nome di Gradoli, a proposito del luogo dove Moro fosse
tenuto prigioniero. Indipendentemente dalla sua origine,
l'informazione fu ritenuta attendibile e il 6 aprile, su
ordine del ministero dell'Interno, la procura di Viterbo
organizzò un blitz armato a Gradoli al fine di trovare il
luogo di prigionia. Il blitz non ebbe successo; si sarebbe
uccessivamente scoperto in via Gradoli a Roma un covo
abbandonato delle Brigate Rosse che però non era stata
impiegato per la detenzione di Moro e si scoprirà
successivamente essere stato già noto sia ai servizi
italiani che alla malavita. Tuttavia, secondo recenti
teorie, la storia del "piattino" sarebbe in realtà una
copertura originale di alcune presunte informazioni sul nome
Gradoli, filtrate per motivi mai saputi.[1] Su questo caso
stava indagando la commissione parlamentare d'inchiesta
Mitrokin che alla fine del 2006 si è ritrovata al centro di
un complesso intrigo internazionale.
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Giuseppe Fioroni, ministro della
pubblica istruzione dal 2006 al 2008, è stato consigliere
comunale a Gradoli da 1999 al 2004, nel gruppo consiliare di
centro-sinistra.
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La cantante Gabriella Ferri e il
cantautore Francesco Guccini si sono spesso ritirati a
Gradoli.
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Francis Kuipers 'Superguitar' si reca
ancora oggi a Gradoli durante le sue "pause di riflessione".
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